I business model IoT che hanno più successo

In precedenza abbiamo visto come l’IoT può influenzare il business model di un’azienda, prendo in considerazione la visione del guru del marketing Michael Porter. Ma quali sono i business model IoT che hanno più successo e come è possibile avviare un business model di successo nell’ambito IoT?

L’articolo di itproportal.com crea una lista dei 5 modelli di business che sono emersi grazie alla rete Internet of Things:

  • Monitoraggio della conformità alle norme. Per mantenersi in linea con leggi sulla sicurezza, economia o ambiente, il costo per le aziende è veramente alto. Il poter ridurre i costi quindi è vitale e l’IoT ha già dimostrato le sue potenzialità in questo ambito. Un esempio può essere quello del settore gas, perché gli standard sono molto rigorosi e il poter monitorare e controllare le metriche delle emissioni consente una sicurezza completa e una diminuzione dei costi derivanti dalle mancate perdite. La sensoristica e l’invio di allarmi consente di una manutenzione reattiva in tempi rapidi, evitando così alle aziende di incappare in sanzioni o problematiche più serie.
  • Manutenzione preventiva. Le stesse tecnologie che consentono la conformità alle norme, composte da sensoristica, gateway e applicativi (come Semioty), consentono una manutenzione preventiva puntuale e precisa, con interventi programmati in base anche all’obsolescenza delle componenti consumabili. Questo consente una minore usura delle macchine, che non necessitano così di tempi di inattività prolungati in caso di guasto. Un enorme aumento per le aziende in termini di capacità produttiva.
  • Diagnostica (e assistenza) in remoto. In questo caso L’IoT consente, oltre al monitoraggio, anche la diagnostica dettagliata della macchina connessa. In alcuni casi, anche in modo automatico, come nel caso del settore agroalimentare, dove gli irrigatori, ad esempio, si attivano in modo automatico in base alle condizioni metereologiche. Aggiungiamo, oltre alla diagnostica, definita nell’articolo di Dan Jamieson, anche l’assistenza in remoto, come l’esempio di macchine a cui si può accedere tramite web o mobile app per per essere riconfigurate in caso di malfunzionamento.
  • Tracciamento degli asset. Uno degli aspetti più interessanti dell’IoT è il tracciamento: un semplice trasmettitore gps può identificare la posizione di un prodotto in tutto il percorso che lo porta verso il cliente, per evitare perdite di carico o furti ad esempio.

Oltre a quanto detto da Dan Jamieson, vogliamo aggiungere che la tecnologia di tracciamento, sommata a quella di monitoraggio alla conformità alle norme, consente di verificare che i prodotti trasportati siano sempre della massima qualità. E’ il caso di prodotti surgelati che vengono trasportati in camion refrigerati. In ogni momento si può conoscere la posizione esatta e la temperatura all’interno del camion. E, nel cao che il sistema di refrigerazione abbia un guasto, si può trovare il centro di manutenzione più vicino, evitando così la perdita del carico. Le aziende della filiera alimentare possono così risparmiare costi considerevoli e offrire prodotti certificati della massima qualità.

Rifornimento (e riordino) automatico. Il caso consumer più famoso è il bottone di Amazon, che consente di riordinare e ricevere a casa un prodotto quando è finito, con il solo tocco di un tasto. Nel mondo B2B questo è presente nei casi di macchine connesse che utilizzano prodotti consumabili (stampanti, plotter, distributori automatici, macchine del caffè da bar, macchine per il gelato, macchine per il pane….). Algoritmi che si basano sui cicli di produzione, oltre a consentire la manutenzione preventiva, permettono anche di calcolare che quantità di prodotti rimangono in magazzino, e quindi riordinarli senza neanche dover premere il bottone offerto da Amazon.