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L’impatto dell’IoT sull’industria alimentare

Nell’articolo “5 ways the internet of things (IoT) impacts the food supply chain” vengono descritte tutte le fasi della catena di produzione e distribuzione alimentare, nelle quali le tecnologie internet of things sono fondamentali per l’innovazione, il miglioramento e l’ottimizzazione dei processi. Vediamole in dettaglio….

  • Coltivazione: l’utilizzo di droni e sensori per il monitoraggio del raccolto, del terreno, del suolo, e del tempo metereologico, rendono più prevedibili le produzioni della terra, migliorano i risultati e diminuiscono i costi
  • Produzione e stoccaggio: i sensori possono migliorare il controllo qualità, sfruttando le analisi in tempo reale per rendere più semplice ed efficace la produzione, il tracciamento dei prodotti, le attività dei lavoratori e l’analisi dei costi.
  • Sicurezza dei prodotti alimentari: il più grande problema è la logistica. Per risolverlo, l’invio di dati di temperatura e umidità attraverso sensori connessi online permettono di monitorare oggettivamente le condizioni degli alimenti nei containers e nei camion. Questi sistemi permettono alle aziende di spedizioni di fare diagnosi e risolvere problemi velocemente. Applicazioni software innovative, come l’utilizzo di Semioty, consentono di seguire gli standard di sicurezza alimentare (FSMA) con la lista precaricata di attività da seguire (HACCP)
  • Logistica: attraverso trasmittenti RFID (Advanced Radio Frequency Identification) e sistemi GPS la catena di distribuzione può essere monitorata lungo tutto il tragitto di spedizione e di conservazione presso i depositi oppure nei punti vendita, permettendo anche di conoscere le preferenze dei consumatori, diminuire le eccedenze e rispondere meglio alle esigenze di mercato.
  • Applicazioni per i consumatori: Nei negozi già vengono usati codici a barre o QR per avere informazioni aggiuntive sui prodotti, rilasciare coupon e velocizzare i pagamenti, diminuendo le code nei negozi.

Se le predizioni dicono che entro il 2020 i prodotti connessi saranno 34 miliardi, il 40% sarà nel settore alimentare. L’innovazione delle macchine, dei processi e delle attività potranno aiutare non solo le aziende, ma prima di tutto le persone che ogni giorno comprano i prodotti alimentari. L’ottimizzazione della produzione, della spedizione e della conservazione potranno portare un miglioramento nella qualità dell’alimentazione, e quindi, potremmo pensare, anche ad un aumento della salute, della qualità e dell’aspettativa di vita.

 

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Servitization Maturity Model: il tuo software ha tutte le funzionalità necessarie?

Il Maturity Model visto nell’articolo Servitization Maturity Model: la proposta di DLL indica il percorso, le trasformazioni che avvengono in azienda e i fattori da tenere in considerazione per procedere in modo strutturato alla servitizzazione.

Abbiamo tratto ispirazione dal modello descritto da DLL e dai fattori chiave (i driver) che guidano l’azienda lungo il percorso della servitizzazione, per definire uno strumento visuale che permette alle aziende di conoscere quali funzionalità software sono necessarie per compiere il percorso verso la servitizzazione.

Infatti vediamo molte aziende che iniziano o vogliono iniziare a offrire servizi in aggiunta ai propri prodotti che faticano a definire con precisione tutte le funzionalità del software di cui hanno bisogno.

I driver della servitizzazione a cui ci siamo ispirati, e presenti nello studio dell’azienda DLL, sono:

  • la soddisfazione delle necessità del cliente finale (che grazie alle tecnologie IoT e alla servitizzazione può essere appagata in modo nuovo – attraverso nuovi modelli di business e informazioni più dettagliate e personalizzate portate in tempo reale)
  • il miglioramento delle performance aziendali (perchè i servizi portano margini nettamente superiori rispetto alla vendita di prodotti)
  • l’aumento del vantaggio competitivo (perché quando un’azienda manifatturiera vuole diversificare il proprio business, dato che i prodotti venduti diventano delle commodities, può rinnovarsi e diventare nuovamente competitive grazie ai servizi)
  • la tecnologia utilizzata (perché è solo grazie alle tecnologie IoT che le aziende possono procedere lungo il percorso della servitizzazione, fino ad arrivare al pay-per-use o pay-per-outcome)

Servitization Maturity Model + Smart Features

Lo strumento visuale, che potete vedere di seguito, incrocia il Servitization Maturity Model di DLL con le macro funzionalità software (le abbiamo chiamate Smart Features) di cui l’azienda potrebbe avere bisogno, in funzione del livello in cui si trova.

L’asse orizzontale, da sinistra a destra, indica le fasi del percorso di servitizzazione:

L’asse verticale riassume le macro funzionalità software (Smart Features) di cui l’azienda potrebbe aver bisogno, raggruppate in categorie e ordinate dall’alto verso il basso a seconda del valore che portano ai diversi attori dello scenario 4.0:

  • funzionalità che migliorano l’esperienza d’uso del prodotto
  • funzionalità che aumentano l’efficienza e migliorano lo stato di salute del prodotto
  • funzionalità che migliorano direttamente i parametri di business del cliente finale
  • funzionalità che consentono all’azienda produttrice di erogare il prodotto come servizio

Con la progressione lungo il Servitization Maturity Model le funzionalità si aggiungono alle precedenti e al raggiungimento dell’ultimo step della servitizzazione (l’offerta del prodotto come servizio con un modello di business pay-per-outcome) il software dovrà integrare tutte le funzionalità descritte.

Il tuo software ha tutte le funzionalità necessarie?

Questo strumento di analisi consente ad un’azienda che vuole intraprendere il percorso di servitizzazione di capire, individuando quali servizi offre al momento e vorrà offrire in futuro, di quali funzionalità il software ha bisogno.

E’ utile sia nel caso in cui l’azienda opti per lo sviluppo di un software custom da zero, sia nel caso in cui l’azienda scelga di affidarsi ad un software già pronto e consolidato, come Semioty.

 

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Servitization Maturity Model: la proposta di DLL

 

Nello studio DLL explores how to organize a successful servitized business model del settembre 2017, l’azienda olandese DLL descrive gli aspetti principali da tenere in considerazione quando un’azienda decide di intraprendere il percorso verso la servitizzazione.

DLL è un partner finanziario globale, che offre soluzioni ai propri clienti che consentono di compiere il processo di servitizzazione, passando quindi dalla vendita di prodotti, al pagamento in base al reale utilizzo (il sistema pay-per-use, come visto nell’articolo http://semioty-hosting.it/it/iot-blog/pay-wash-winterhalter/).

Gli autori dello studio, Frank Marks e Frits Engelar, analizzano le prospettive dei due diversi attori nella trasformazione del modello di business durante la servitizzazione: il punto di vista del cliente e il punto di vista del fornitore.

Il punto di vista del cliente

Per capire il punto di vista del cliente, bisogna analizzare il cambiamento di comportamento di utilizzo a seconda della trasformazione dell’offerta dell’azienda fornitrice:

  • Dal solo acquisto di un prodotto (caso in cui il cliente si occupa in autonomia dei servizi complementari necessari)…
  • …si passa ad un’offerta orientata al prodotto (nella quale il cliente ha un contratto separato per i servizi complementari necessari)…
  • …per poi arrivare ad un’offerta orientata all’uso (in cui il cliente paga solo l’effettivo utilizzo del prodotto – su base oraria o per cicli produttivi ad esempio)…
  • fino ad arrivare ad un’offerta orientata al risultato (caso in cui il cliente paga solo per il risultato aspettato e garantito dal fornitore).

I benefici della servitizzazione per i clienti, quindi, vanno dalla diminuzione del rischio di investimento (come visto nell’articolo Pay per Wash. Winterhalter punta sulla servitizzazione e diventa pioniere del modello di “business pay per use” nel settore alimentare) alla riduzione dei costi di manutenzione (come illustrato nell’articolo Macchine Smart per le gelaterie e Internet of Things a supporto della manutenzione. Il caso Carpigiani).

Il punto di vista del fornitore

Dal punto di vista del fornitore (l’azienda produttrice) la servitizzazione è sicuramente una via per ottenere nuove fonti di ricavo (vedi articolo I prodotti connessi trasformano i servizi post-vendita e aumentano le fonti di ricavo).

Per trarre il massimo profitto bisogna gestire il processo di servitizzazione in modo strutturato. Per fare chiarezza, gli autori propongono il modello definito “Maturity Model”, un sistema di misurazione del livello di maturità; in altre parole, di preparazione al cambiamento – al continuo miglioramento delle aziende in un ambito definito.

Il Maturity Model, applicato all’ambito della servitizzazione, può essere disegnato considerando i cambiamenti del modello di business e all’interno dell’azienda che avvengono durante il passaggio da un’offerta di servizi complementari al prodotto, ad un business model incentrato sulla sola vendita di servizi.

Per il business avviene una trasformazione…

  • …da un modello basato sui prodotti (gli asset) e la loro manutenzione…
  • …all’innovazione di prodotto attraverso i servizi…
  • …ai servizi come nuovo business rispetto al prodotto…
  • …fino ad arrivare ai servizi come business principale

L’azienda che procede lungo il percorso di servitizzazione, intanto, passa da manifatturiera (o fornitrice di prodotti) a fornitrice di servizi a valore aggiunto, fino a fornitrice di soluzioni integrate. La trasformazione deve avvenire in modo orchestrato e gli ambiti che devono essere gestiti durante l’innovazione sono:

  • Metriche e KPI
  • Management e Organizzazione
  • Processi
  • Persone e Cultura
  • Sistemi informativi
E il punto di vista dell’intero ecosistema?

Non solo per il cliente e il fornitore avviene una trasformazione di business durante il processo di servitizzazione. L’intero ecosistema (installatori, manutentori, distributori, fornitori) godranno dei benefici dei nuovi modelli di business che verranno a crearsi con il passaggio da prodotto a servizio.

Prendiamo il caso dei manutentori. Le tecnologie IoT consentono di avere un monitoraggio continuo e le aziende possono offrire un’estensione di garanzia che comprende la manutenzione reattiva entro poche ore dalla notifica di malfunzionamento (come visto nel caso Carpigiani http://semioty-hosting.it/it/iot-blog/macchine-smart-le-gelaterie-internet-of-things-supporto-della-manutenzione-caso-carpigiani/ ).

Come per il punto di vista dei fornitori di prodotti, anche i manutentori vedranno quindi un cambiamento nell’organizzazione, nei processi, nelle professionalità e nei sistemi informativi.

Utilizzando ad esempio Semioty (che essendo un sistema di Things Relationship Management consente di condividere con tutto l’ecosistema i dati provenienti dai prodotti connessi), l’azienda di manutenzione potrà innovare i propri sistemi informativi, che consentiranno a tecnici specializzati IoT (nuovo personale esperto) di intervenire in remoto 24h/24h con nuovi processi aziendali, ottimizzati per supportare le aziende clienti.

Tutte le aziende dell’ecosistema, quindi, grazie alle tecnologie Internet of Things e attraverso la servitizzazione dei prodotti potranno creare nuovi modelli di business, organizzazioni e processi aziendali, per rispondere al meglio alle necessità dei clienti e poter dare nuovi – reali – orizzonti al proprio business.

 

 

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Semioty a HOST 2017 per mostrare il valore concreto dei servizi IoT da aggiungere ai macchinari del settore Ho.Re.Ca.

La manifestazione

Milano 20-24 ottobre. HOST è alla sua 40° edizione e si conferma leader assoluto nel settore Ho.Re.Ca, foodservice, retail, GDO e hotellerie. La sede preferita dai top player per presentare in anteprima, l’innovazione nella tecnologia per la lavorazione del food (equipment), nel prodotto food (materie prime, semilavorato), nel mondo del caffè, nei format, nel design e nel lifestyle, oltre che un marketplace unico per fare business internazionale di qualità con operatori attentamente selezionati e con elevata capacità di spesa.

 

Saremo presenti con le novità IoT per il settore

Saremo presenti allo stand B59 del Padiglione 11, sezione dedicata alle tecnologie per il settore. Parleremo delle nostre esperienze nella creazione di servizi per aziende produttrici di macchinari industriali e commerciali per il settore Ho.Re.Ca., grazie a Semioty, e discuteremo del futuro dei servizi IoT che le aziende produttrici possono offrire ai clienti, per aumentare il valore dei propri prodotti, la fidelizzazione e le fonti di ricavo.

Sarà un momento di confronto con produttori del settore Ho.Re.Ca. che vogliono sfruttare le nuove tecnologie per rispondere meglio alle richieste dei propri clienti grazie all’innovazione. Ma sarà anche un’occasione per incontrare i professionisti del settore, che utilizzano quotidianamente i macchinari, e per mostrare loro i concreti vantaggi che possono trarre dalla tecnologia Internet of Things, in termini di efficienza, produttività, semplificazione delle attività lavorative e miglioramento della qualità dei prodotti finali.

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I servizi integrabili alle macchine industriali con le tecnologie IoT. L’esempio dell’assistenza completa nel settore della lavorazione del legno.

L’articolo della rivista onlinewebandmagazine.com parla del successo dell’azienda BIESSE http://www.biessegroup.com/en/ all’evento Ligna 2017 – fiera mondiale nel settore della lavorazione e trattamento del legno, con oltre 1.500 espositori provenienti da 45 Paesi – dove il gruppo ha presentato il progetto IoT per la gestione e il monitoraggio remoto delle macchine, il Machine Knowledge Center.

Biesse è un’azienda nata a Pesaro nel 1969 ed oggi è un gruppo il cui business principale è la produzione di macchine per la lavorazione di legno, materiali avanzati, vetro, pietra e metallo; si rivolge sia al comparto dell’artigianato che alla grande industria del mobile, del serramento e dei componenti in legno per l’edilizia.

 

Cosa si può fare con un software IoT? Offrire ai clienti servizi innovativi e di altissima qualità.

BIESSE ha deciso di sfruttare il proprio know how e le potenzialità delle tecnologie Internet of Things per offrire ai propri clienti un servizio unico, che aggiunga valore alla macchina che acquistano, faciliti le attività connesse al macchinario, e aumenti il vantaggio competitivo dell’azienda produttrice.

Per questo ha creato il Machine Knowledge Center (MKC): come dice l’azienda, “Applicando la soluzione, abbiamo individuato una gamma di servizi che contribuiranno a potenziare le prestazioni dei macchinari e la produttività dei propri clienti, migliorando l’efficienza operativa, abbattendo i costi e aprendo nuovi flussi di ricavi.”

Il servizio principale in cui è stato integrato il sistema è il “Service CNC IoT Biesse”, che prevede:

  • Servizio di assistenza esteso e prioritario
  • Connessione continua con il centro di controllo Biesse
  • Monitoraggio diretto delle performance della macchina
  • Analisi dei fermo macchina, diagnostica remota e prevenzione dei guasti
  • Controllo funzionale e ispezione tecnica on site entro il periodo di garanzia

Un servizio di assistenza basato sulle tecnologie IoT consente di offrire una garanzia completa di efficienza delle macchine, permettendo di ottenere risultati mai raggiunti prima dell’avvento dell’innovazione

Ecco alcuni esempi di risultati raggiungibili con l’IoT secondo BIESSE:

  • 1 ora di tempo massimo per la gestione del fermo macchina
  • 80% di riduzione del tempo necessario per la diagnostica
  • 50% di riduzione dei tempi di inattività

Ai servizi di manutenzione si aggiungono: supporto dell’utilizzo, al risparmio energetico, al servizio ai clienti e molto altro.

I servizi di assistenza completa non sono l’unico esempio di applicazione della tecnologia IoT ai macchinari industriali e commerciali. Le informazioni estratte dai dati provenienti dalle macchine sono utili anche, ad esempio, per supportare l’utilizzatore del macchinario nelle sue attività lavorative, come nel caso della configurazione e del controllo remoto; inoltre permette all’azienda di risparmiare grazie al monitoraggio e al controllo dei consumi.
E ancora, l’IoT può supportare le attività di consulenza del Servizio Clienti, inviando le informazioni in tempo reale e in remoto al personale che è in contatto con il cliente, in modo da offrire un servizio più preciso, puntuale e di maggior valore, reale e percepito.

Le potenzialità delle tecnologie Internet of Things sono ancora poco espresse, perché integrate in un limitato numero di servizi che sono stati ideati… ma sappiamo che questa innovazione potrà essere a supporto di tutte le funzioni aziendali, portando la vera rivoluzione 4.0 all’interno delle aziende.

 

Quando saranno disponibili i nuovi servizi basati sulle tecnologie IoT?

Come avevamo già scritto nel post precedente dedicato al noleggio e ai servizi IoT, siamo agli inizi dell’adozione delle tecnologie Internet of Things e ancora poche aziende, come Biesse o Carpigiani, offrono servizi basati su funzionalità IoT. Stiamo vivendo, quindi, il nascere di un nuovo mercato, quello dei servizi smart. Questo mercato, come spiegato nell’articolo di i-scoop.eu, avrà un tasso di crescita a doppia cifra nei prossimi anni e una fattore chiave per la diffusione è il capire che questi nuovi servizi saranno “business-critical”, ovvero porteranno alle aziende vantaggi in termini di efficienza, produttività, qualità dei prodotti, nuovi ricavi e molto altro che oggi, senza l’innovazione IoT, non sono neanche immaginabili.

Il mercato dei servizi smart avrà un tasso di crescita a doppia cifra nei prossimi anni e una fattore chiave per la diffusione è il capire che questi nuovi servizi saranno “business-critical”, ovvero porteranno alle aziende vantaggi che oggi non sono neanche immaginabili.

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Fabbrica Futuro a Torino, Stefano Butti parlerà dei servizi IoT che aumentano il valore delle macchine industriali.

In occasione dell’evento Fabbrica Futuro di Torino, Giovedì 28 settembre Stefano Butti, CEO di WebRatio e co-ideatore di Semioty, parlerà dei servizi IoT che aumentano il valore delle macchine industriali.

Il convegno è rivolto a tutti gli attori del mercato manifatturiero e ha l’obiettivo di raccontare gli scenari futuri del mercato manifatturiero italiano, anche attraverso casi di eccellenza.

La quinta edizione di Fabbrica Futuro mette a confronto idee e soluzioni concrete per accompagnare le aziende manifatturiere in un percorso di crescita e sviluppo. Con il contributo di accademici, imprenditori, manager e rappresentanti del mondo dell’offerta, verranno presentati e scenari macroeconomici, tecnologie abilitanti e casi concreti di innovazione.

Giovedì 28 settembre Stefano Butti interverrà nella sessione pomeridiana dedicata all’argomento “Progettare i prodotti del futuro”; Butti descriverà un caso concreto di servizio aggiunto ad un prodotto industriale che aumenta il valore percepito dal cliente e permette all’azienda produttrice di raggiungere nuovi obiettivi di business.

“Nella progettazione del mix prodotto/servizio è fondamentale partire dal Value Proposition Design, il momento durante il quale si definisce il valore dell’offerta, commisurato al prezzo che i clienti sono disposti a spendere, in funzione del beneficio che ne traggono.”
Stefano Butti / CEO di WebRatio e co-ideatore di Semioty

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Macchine Smart per le gelaterie e Internet of Things a supporto della manutenzione. Il caso Carpigiani.

L’articolo The Internet of Ice Cream (and Things) descrive come Carpigiani, azienda emiliana specializzata in macchine industriali per la produzione di gelato, abbia scelto di connettere online le proprie macchine per ridurre il tempo di inutilizzo in caso di malfunzionamento, grazie alla manutenzione:

. REATTIVA, ovvero con l’intervento tempestivo alla ricezione di allarmi e notifiche di malfunzionamento
. PREVENTIVA, basata sulla conoscenza della macchina e sul monitoraggio del suo utilizzo.

 

Il segreto della manutenzione perfetta: la sinergia tra i dati raccolti sul campo e il know-how del produttore.

Carpigiani ha recepito l’importanza del monitoraggio e del controllo remoto delle proprie macchine e ha creato una rete di servizi dedicati, a supporto della clientela.

Il sistema si chiama Teorema e – grazie alla manutenzione – permette di aumentare l’efficienza e ridurre gli sprechi, “allungando la vita” delle macchine.

Grazie alla raccolta dei dati, infatti, l’utilizzatore può conoscere lo stato di usura della macchina, quando andranno sostituite le parti di ricambio, quanto tempo manca alla manutenzione/pulizia successiva.
I dati raccolti vengono interpretati dai professionisti di Carpigiani e integrati con le informazioni già in loro possesso: ad esempio, il numero di cicli di produzione che la macchina può attuare prima che l’usura possa creare un guasto. Si ottengono così numerose informazioni di valore per i clienti (come appunto il numero di cicli che mancano alla manutenzione), che verranno fornite all’occorrenza tramite un servizio di assistenza e manutenzione dedicata.

La conoscenza delle proprie macchine e i dati raccolti da queste hanno permesso a Carpigiani di ottenere informazioni di valore per i clienti. Sapendo il numero di cicli di produzione oltre il quale è necessaria la manutenzione e registrando il numero di cicli compiuti dalla macchina in gelateria, è possibile determinare quanto tempo manca alla manutenzione successiva, informando il cliente preventivamente ed evitando così tempi prolungati di inutilizzo.

 

Non solo manutenzione: le informazioni sono un patrimonio da mettere a frutto anche per qualità ed efficienza.

Grazie ai dati raccolti dalle macchine, Carpigiani è in grado di offrire informazioni utili non solo per la manutenzione, ma anche per la sicurezza della qualità del prodotto finale, l’ottimizzazione dell’efficienza della macchina e il risparmio energetico.

Le informazioni sono un vero patrimonio, perché hanno un valore concretamente quantificabile dall’utilizzatore, nei costi che permettono di risparmiare o i ricavi che consentono di ottenere. E’ fondamentale quindi saper veicolare le informazioni in modo rapido e semplice, confezionandole all’interno di un servizio percepito dal cliente. In questo Carpigiani si dimostra sicuramente un’azienda all’avanguardia, che precorre i tempi offrendo soluzioni e servizi IoT integrati con un concreto aumento della value proposition.

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Dal dato, all’informazione, al servizio smart. Esempi dai settori Alimentare e HVAC

 

Dal dato all’informazione

I dati provenienti dalle macchine o dagli apparecchi smart, non hanno una finalità precisa se poi non vengono contestualizzati, integrati e confrontati con altri dati. Come esempio possiamo prendere i dati delle temperature di una caldaia, oppure di un frigorifero industriale, o il consumo di un forno impiegato in una catena di supermercati. Finché le temperature in gradi o i kilowatt consumati rimangono un “semplice” valore numerico, non vi è modo di costruire un’informazione. Per fare in modo che i dati forniscano informazioni dobbiamo invece sintetizzarli, compararli, aggregarli ad altri dati, metterli in relazione con soglie e con altre misurazioni. In questo modo, i segnali inviati dalle macchine industriali smart assumeranno un ruolo concreto, al di là della registrazione fine a se stessa. Ecco quindi che lo storico dei dati delle temperature della caldaia e del frigorifero ne mostreranno l’andamento nel tempo, mentre l’archivio dei consumi del forno mostrerà quanto è energivoro o qual è stato il consumo medio.

“I segnali inviati dalle macchine industriali smart assumeranno un ruolo concreto, al di là della registrazione fine a se stessa.”

 

Dall’informazione al servizio smart

Se, come abbiamo detto, un’informazione è creata dalla relazione tra i dati, un servizio nasce per dare valore alle informazioni, mettendole a disposizione in modi e forme diverse: in abbonamento o gratuitamente, via call center, chat, Web o mobile App, ecc. I servizi conferiscono valore alle informazioni, perché sono direttamente correlati all’importanza delle attività che aiutano a semplificare, automatizzare e/o rendere digitali, come avevamo già visto nel post dedicato all’impatto dell’IoT sul Business Model. Nel post precedente avevamo affermato che “maggiore è l’importanza delle attività che i servizi IoT semplificano, più alto sarà il valore percepito da parte del cliente dell’innovazione data dal sistema prodotto-servizio.” Quindi, se i servizi sono basati sulle informazioni rese disponibili, possiamo dire che il livello di qualità del servizio percepita dal cliente si basa sul valore delle informazioni messe a disposizione, e questo valore è proporzionale all’importanza delle attività che le informazioni aiutano a semplificare.

“Il livello di qualità del servizio percepita dal cliente si basa sul valore delle informazioni messe a disposizione, e questo valore è proporzionale all’importanza delle attività che le informazioni aiutano a semplificare”

 

Nel caso delle caldaie, servizi possibili sono il monitoraggio e l’assistenza remota, con l’accesso alle informazioni dello stato operativo della caldaia da parte dei manutentori o dal service dell’azienda. Con l’assistenza remota, per i manutentori il valore di queste informazioni è commisurato al risparmio nei costi. Il vantaggio per i clienti è la garanzia di una caldaia sempre funzionante e di un pronto intervento in tempi brevissimi, servizi che nella competizione del mercato attuale non hanno prezzo. Nel settore della refrigerazione alimentare, i responsabili della conservazione potranno creare automaticamente la reportistica necessaria per la conformità alle norme HACCP, accedendo in remoto alle informazioni sulle temperature interne. In questo caso il valore sarà proporzionale al tempo risparmiato grazie alla digitalizzazione e automazione delle attività. Tempo che può essere utilizzato per attività di maggior valore. Con le informazioni di consumo dei forni industriali, invece, si può creare un servizio d’informazione dei costi energetici sostenuti – per ogni cottura o giornalmente – che permette alle aziende di ottimizzare la produzione per aumentare i profitti. Il valore creato da queste informazioni non è paragonabile a nessun altro plus, perché prima dell’avvento dell’IoT non era possibile disporre di queste informazioni e dei relativi vantaggi.

 

Il segreto del servizio perfetto: il cliente

Si legge spesso su quotidiani e riviste di settore che “i dati sono il nuovo petrolio”, perché le tecnologie IoT hanno reso possibile l’invio, la ricezione, l’archiviazione e l’elaborazione dei dati stessi. Ma, così come il combustibile fossile senza un veicolo non ci porta a destinazione, così i dati non hanno un valore, se non pensati in relazione all’importanza delle informazioni che si possono trarre e del conseguente valore che attraverso i servizi aggiuntivi si può offrire ai clienti. Ma come si può sapere se un servizio IoT avrà valore per i clienti, prima ancora di iniziare un progetto che trasformi una macchina industriale in un prodotto 4.0? Studiando le necessità dei clienti, le loro attività e i feedback che questi danno quando utilizzano i prodotti o i servizi. Come detto nell’articolo precedente, bisogna dedicare il giusto tempo allo studio del valore per il cliente e testare che questo valore sia realmente percepito. Per questo, pensiamo che la creazione di valore sia il punto di partenza per creare un nuovo business IoT, attraverso il percorso descritto nell’articolo dedicato al nostro metodo in 4 step.

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Digital360Awards: Semioty premiata come miglior soluzione di Digital Transformation

 

 

Il riconoscimento
La mission del concorso Digital360Awards è chiara: far emergere l’innovazione in Italia: e per farlo è stata creata una giuria di altissimo calibro, che comprende i top manager di aziende come Mapei, Intesa Sanpaolo, Unipol, Enel (solo per citarne alcune).

Siamo orgogliosi di poter dire che il 28 giugno, all’evento finale di premiazione del concorso, la giuria ha assegnato a Semioty il premio speciale come miglior soluzione di Digital Transformation, reputando il nostro software IoT cloud la soluzione più innovativa che consente la trasformazione digitale (nelle aziende manifatturiere che producono macchine e apparecchi industriali e commerciali, ndr).

 

Ma facciamo un passo indietro, per capire come abbiamo guadagnato questo premio…

 L’edizione 2017 di Digital360Awards ha visto partecipare oltre 150 progetti provenienti da aziende di tutta Italia e Semioty è stato scelto tra i progetti finalisti dell’edizione di quest’anno, che sono stati presentati il 7 giugno scorso.

 

Per l’occasione, Stefano Butti nel suo discorso ha concentrato la mission, la vision e l’unicità di Semioty, come potete vedere nel video proposto dalla rivista ZeroUno:

 

Il riconoscimento dato a Semioty come soluzione più innovativa per la Digital Transformation premia l’impatto che la nostra soluzione ha sulle aziende manifatturiere.

Perchè è proprio questo l’obiettivo di Semioty: aiutare le aziende manifatturiere a trasformare i propri prodotti industriali e renderli prodotti 4.0, grazie all’integrazione di servizi che ne aumentano il valore.

 

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Un concetto da sottolineare: l’IoT è il mezzo, non il fine.

La corsa all’IoT a cosa serve?

Crn.com (Technology News For Solution Providers And The IT Channel), pubblica un articolo molto interessante sull’importanza del valore di business nei progetti IoT. E’ importante quanto la parte tecnologica stessa, perché, senza quest’ultima, la macchina industriale e il servizio integrato non funzionano. Ma senza un valore (di business) ben definito, il progetto non potrà decollare, perché i clienti non saranno disposti a pagare per un prodotto/servizio di cui non riescono a percepire il valore.

L’articolo cita uno studio di Cisco che afferma che il 60% dei progetti IoT si fermano allo stadio del PoC (Proof of Concept – progetto pilota); questo accade proprio perché le aziende spesso vogliono adottare l’IoT, perché vedono un valore nell’innovazione tecnologica (oppure semplicemente perché vedono il mercato andare in quella direzione, ndr), ma non pensano al valore che devono trasmettere al cliente.

“Il 60% dei progetti IoT si fermano allo stadio del PoC”

Per un cliente è più importante che la macchina funzioni sempre meglio, sia sempre più efficiente e che dia sempre il miglior risultato possibile, piuttosto che sapere che la sua nuova macchina industriale “è IoT”. Sono i benefici tangibili, erogati tramite i servizi aggiunti che si possono creare grazie all’IoT, che rendono un prodotto interessante per i clienti.
Non a caso, anche gli stessi imprenditori sono guidati da vantaggi concreti: si parla di un indotto creato dalle tecnologie Internet of Things di trilioni di dollari entro la prossima decina di anni, e le aziende stanno facendo una “corsa all’oro” per non perdere l’opportunità di farne parte.
Perché, quindi, un cliente dovrebbe avere esigenze meno concrete? Non pensiamo che si convincano magicamente con la sole parole magiche “oggetto connesso” e “internet of things”.
La corsa all’IoT serve per portare vantaggi concreti ai clienti, attraverso nuovi modelli di business, che possono stravolgere i mercati, e servizi innovativi, che rispondono alle esigenze in modo migliore rispetto a quanto fatto finora.

“La corsa all’IoT serve per portare vantaggi concreti ai clienti”

Come si crea e si trasmette il valore dell’IoT?

Per rispondere a questa domanda ci vorrebbe un workshop intero. Infatti, prima di creare un progetto pilota, noi di WebRatio proponiamo un approfondimento specifico, dedicato allo studio della value proposition e al modello di business a cui si vuole arrivare con il progetto IoT (ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato al percorso per avviare un business IoT).

Proponiamo un workshop perché concordiamo con quanto detto nell’articolo di crn.com da parte di Jim VanderMey, Chief Innovation Officer dell’azienda Open Systems, ovvero che le aziende hanno bisogno di una consulenza pre-sales per poter definire il valore di business fin da subito. “Bisogna dimostrare il valore fin dal primo giorno” spiega VanderMey.

Open System propone, inoltre, di creare un “proof-of-value”, ovvero un progetto che dimostri che il valore di business percepito dal cliente è quello voluto.

Concordiamo anche su questo punto, avendo definito il “Business Pilot” come secondo step del percorso di business IoT: un progetto che dimostri la sostenibilità del modello di business avendo al suo centro la macchina industriale smart, connessa grazie alle tecnologie Internet of Things.

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Parleremo della vera quarta rivoluzione industriale al convegno “Internet of (Every) Thing – Manufacturing of (Every) Thing: la convergenza di due mondi”

Giovedì 29 giugno alle 11.25 Stefano Butti parlerà dell’argomento “La vera quarta rivoluzione industriale: la servitizzazione – dal prodotto al servizio, grazie al digitale” durante il convegno Internet of (Every) Thing – Manufacturing of (Every) Thing: la convergenza di due mondi organizzato da Soiel International e UCIMU-Sistemi per produrre.

L’evento fa parte delle iniziative per la promozione di BIMU 2018 e si terrà alla sede dell’UCIMU: Palazzo UCIMU, Viale Fulvio Testi, 128, 20092, Cinisello Balsamo (MILANO).

Scopri l’agenda completa>

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Il futuro degli apparecchi medicali IoT? La condivisione dei dati per l’assistenza sanitaria preventiva

L’articolo “What is the future for IoT and industrial medical equipment?” del sito canadese www.ept.ca – Electronic Products and Technology – descrive alcune soluzioni Internet of Things già esistenti, dedicate agli apparecchi medicali industriali. Sedia a rotelle che inviano dati fisiologici e di funzionamento in tempo reale ai medici, barelle con tag RFID che aiutano la logistica negli ospedali, contenitori per le pillole che segnalano all’azienda sanitaria se il paziente assume regolarmente il farmaco o se ha bisogno di una nuova prescrizione perché ha terminato le dosi.
Queste soluzioni IoT per il settore medico possono sembrare futuristiche, ma sono già realtà.

Alcune soluzioni IoT per il settore medico possono sembrare futuristiche, e invece sono realtà.

E la condivisione dei dati con i medici e il sistema sanitario aiuta il monitoraggio continuo dei pazienti a distanza, aiuta ad intervenire in caso di necessità (al superamento di valori prestabiliti) e anche ad intervenire in modo preventivo, salvaguardando ulteriormente la salute del paziente.

Dalla manutenzione predittiva all’assistenza sanitaria

Si parla molto di manutenzione predittiva nell’industria 4.0 e per i prodotti industriali smart, come forni o frigoriferi commerciali: s’implementano attività di manutenzione volte ad evitare il malfunzionamento di un prodotto attraverso la misurazione di parametri estrapolati con modelli matematici, che misurano il tempo rimanente prima del guasto… E se questo approccio venisse usato anche per l’assistenza sanitaria?

E se l’approccio IoT venisse usato anche in ambito assistenza sanitaria?

L’articolo “IOT & predictive analytics in heathcare” di cloudtweaks.com (un blog che parla di innovazione), descrive proprio come la quantità di dati, utili a creare uno storico e a poter fare analisi con strumenti dedicati nel settore sanitario, stia crescendo di giorno in giorno; già oggi esistono sistemi di sorveglianza per evitare le infezioni, un problema particolarmente sentito nelle strutture ospedaliere e assistenziali.

La medicina preventiva è una realtà e può migliorare grazie all’analisi predittiva “con un effetto positivo sulla salute pubblica”, come scrive Jennifer Klostermann nel suo articolo.

 

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Il percorso per avviare un nuovo business basato sui prodotti industriali IoT . 4 step per un metodo sicuro e di successo

La strada da percorrere per creare un business basato sulle tecnologie Internet of Things integrati nei prodotti come frigoriferi, forni, caldaie o stampanti industriali, non è segnata da un modello riconosciuto come standard. Si parla molto di IoT, ma siamo ancora in una prima fase di adozione (come avevamo anche definito nell’articolo 5 opportunità per il futuro dei prodotti industriali, che nascono dall’IoT).

Spesso le aziende che vogliono rendere i propri prodotti 4.0 e innovare il proprio modello di business hanno conoscenze limitate riguardo alle tecnologie IoT, ai processi e alle attività necessarie per innovare il prodotto. Le aziende che realizzano prodotti industriali, inoltre, hanno bisogno di supporto nel capire quali funzionalità e servizi si possono ottenere grazie all’Internet of Things e come il proprio modello di business cambierà con l’aggiunta di servizi nella propria offerta.

Per questo, le esperienze di successo che abbiamo avuto con aziende innovatrici ci hanno portato a tracciare un percorso che proponiamo alle imprese che vogliono trasformare i propri prodotti e il proprio business. 4 Step che assicurano all’azienda la completa preparazione alla tecnologia IoT, per offrire al mercato in modo cosciente ed esperto prodotti innovativi con servizi integrati, che possono essere fonte di nuove revenue.

 

STEP 1. Il workshop IoT

Il primo passo è decisamente il più importante: è la definizione del nuovo prodotto e del nuovo business IoT attraverso un workshop dedicato. Azienda produttrice ed esperti IoT possono lavorare fianco a fianco. Perché definire fin dal primo momento nel modo corretto come l’IoT trasformerà il prodotto e il business, permette di fare previsioni realistiche rispetto ai risultati prodotti dall’innovazione.

“…definire fin dal primo momento nel modo corretto come l’IoT trasformerà il prodotto e il business, permette di fare previsioni realistiche rispetto ai risultati prodotti dall’innovazione.”

Durante il workshop, l’azienda produttrice è accompagnata in un percorso ideativo e formativo delle possibilità della tecnologia IoT, con la valutazione dei servizi che si possono integrare al prodotto e l’impatto sull’offerta e sul business.

Per ideare i servizi che renderanno il prodotto insostituibile per il cliente, si analizzano tutte le attività e i processi che vengono attivati con il prodotto industriale: in questo modo si possono conoscere le difficoltà o i vantaggi che vengono riscontrati nell’utilizzo e come i servizi IoT possono eliminare i problemi o amplificare i benefici. Non si elencano solo le attività del cliente/utilizzatore, ma di tutti i ruoli coinvolti nelle attività del prodotto (l’installatore, il manutentore, il rivenditore…). Questa visione “olistica” dell’ecosistema del prodotto consente di valutare tutti i possibili vantaggi della tecnologia IoT, le sinergie che i nuovi servizi possono creare e le funzionalità a maggior valore che possono realmente cambiare il modo di lavorare delle persone che ruotano intorno al prodotto. Se, ad esempio, la manutenzione è un argomento critico per il cliente, il servizio integrato dovrà semplificare il lavoro del manutentore, non dell’utilizzatore.

“Una visione “olistica” dell’ecosistema del prodotto consente di valutare tutti i possibili vantaggi della tecnologia IoT, le sinergie che i nuovi servizi possono creare e le funzionalità a maggior valore che possono realmente cambiare il modo di lavorare delle persone che ruotano intorno al prodotto.”

 

STEP 2. Il Business Pilot

Il passaggio dalla vendita di prodotti all’offerta di servizi integrati non è solo una semplice innovazione tecnologica, ma una vera trasformazione di business. Per questo non basta un progetto pilota, ma serve un “Business Pilot”: l’avvio di uno studio preliminare su piccola scala del prodotto smart, in cui si verifichi il reale valore percepito dal cliente e la fattibilità del business basato sui servizi IoT integrati al prodotto.

“…non basta un progetto pilota, ma serve un Business Pilot: l’avvio di uno studio preliminare su piccola scala del prodotto smart, in cui si verifichi il reale valore percepito dal cliente e la fattibilità del business basato sui servizi IoT integrati al prodotto.”

La preparazione al Business Pilot è fondamentale e la tecnologia IoT viene incontro alla necessità di valutare l’efficacia del progetto. Viene scelto un pool ristretto di clienti con i quali c’è una relazione stretta. In questo modo l’azienda può chiedere feedback diretti riguardo all’utilizzo del prodotto 4.0 e dei servizi IoT. Migliore è la relazione con il cliente che viene scelto per il Business Pilot, più semplice sarà raccogliere i pareri sull’innovazione.

“Migliore è la relazione con il cliente che viene scelto per il Business Pilot, più semplice sarà raccogliere i pareri sull’innovazione.”

Quindi si procede ad un’analisi qualitativa dei pareri raccolti tra le aziende scelte per provare il prodotto smart e i servizi IoT integrati. Sarà possibile intervistare l’utilizzatore e chiedere quale percezione ha del nuovo prodotto/servizio e, confrontando la Value Proposition definita durante il workshop, l’azienda produttrice può verificare se e come viene trasferito il valore dell’offerta che vuole proporre al mercato.

L’analisi qualitativa va integrata con una parte quantitativa, e in questo caso le tecnologie Internet of Things sono di supporto perché, grazie alla raccolta dei dati di utilizzo forniti dal prodotto connesso, si possono analizzare le numeriche e valutare se le funzionalità IoT sono state utilizzate e in che modo. In questo modo i risultati del Business Pilot sono concretamente misurabili e integrabili con i feedback avuti dai clienti, per un’analisi dei risultati completa e affidabile.

“…grazie alla raccolta dei dati di utilizzo forniti dal prodotto connesso, si possono analizzare le numeriche e valutare se le funzionalità IoT sono state utilizzate e in che modo.”

 

STEP 3. Il lancio sul mercato

Una volta che la fattibilità del modello di business è verificata grazie al Business Pilot, si passa al lancio sul mercato. Anche in questo caso, le tecnologie IoT sono d’aiuto per le aziende, perché permettono l’introduzione graduale e controllata dei prodotti smart e dei servizi IoT nei mercati target dell’azienda. La standardizzazione delle tecnologie, e quindi la progressiva diminuzione dei costi, insieme alla scalabilità dei servizi Cloud (grazie ai quali vengono create le soluzioni applicative IoT), permettono alle aziende anche di entrare gradualmente nei mercati, per operare ad esempio solo in alcuni territori o su specifici target di clientela, e le imprese possono scegliere in ogni momento di scalare la produzione e l’offerta, diminuendo così il rischio di investimento.

“Anche in questo caso, le tecnologie IoT sono d’aiuto per le aziende, perché permettono l’introduzione graduale e controllata dei prodotti smart e dei servizi IoT nei mercati target dell’azienda.”

 

STEP 4. Le evoluzioni di prodotto/servizio

La relazione che l’azienda produttrice ha con il prodotto/servizio 4.0 non termina dopo l’acquisto da parte del cliente, magari affidando la customer relationship solo al supporto e alla manutenzione. Così come durante il Business Pilot, dopo la vendita i prodotti connessi possono inviare i dati di utilizzo grazie alle tecnologie IoT, ovviamente in forma anonimizzata per garantire conformità alla normativa sulla privacy. In questo modo, si può creare un circolo virtuoso e “lean” (semplificato grazie alla raccolta dati) di continuo miglioramento: le informazioni raccolte direttamente sul campo permettono di definire le funzionalità che devono essere ottimizzare e quelle che possono essere tralasciate, permettendo evoluzioni di prodotto e servizio sempre più aderenti alle reali necessità dei clienti.

“…le informazioni raccolte direttamente sul campo permettono di definire le funzionalità che devono essere ottimizzare e quelle che possono essere tralasciate, permettendo evoluzioni di prodotto sempre più aderenti alle reali necessità dei clienti.”

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Un’introduzione all’impatto dell’IoT sul Business Model delle aziende che realizzano prodotti industriali

Nell’articolo di Stefano Butti avevamo distinto tra l’impatto dell’Industria 4.0 e quello dell’Internet of Things sul Business Model delle aziende, utilizzando lo strumento al business model canvas, ed avevamo descritto come…

“L’Industria 4.0 impatta sulla parte sinistra del modello, dove troviamo le attività svolte, le risorse utilizzate, i costi. L’Internet of Things impatta sulla parte destra del modello, dove troviamo la value proposition, la relazione con i clienti, i canali di distribuzione, i ricavi”

Stefano Butti


Vediamo come le singole aree del “business canvas” dedicate all’IoT all’interno dei prodotti vengono modificate dall’innovazione tecnologica:

Value proposition

Forse è il tema più ampio di tutti, perché il valore aggiunto dall’IoT al prodotto ha molteplici aspetti che prendono in considerazione l’innovazione e i servizi applicativi che si aggiungono al prodotto grazie alle tecnologie Internet of Things, web e mobile.

Se utilizziamo lo schema di Value Proposition Canvas, possiamo notare come lo studio della giusta proposta di valore si fonda sull’analisi delle difficoltà, i vantaggi e i processi di lavoro del cliente che utilizza il prodotto industriale.
Da questo (apparente) semplice schema capiamo come l’azienda, per creare maggior valore al proprio prodotto, debba contestualizzarne l’utilizzo all’interno delle attività di lavoro del cliente, per definire come le nuove funzionalità e i nuovi servizi applicativi aggiunti grazie all’IoT (sulla base di controllo, gestione e analisi remota tramite pc, smartphone o tablet), possano semplificare i processi, minimizzare le difficoltà e aumentare i vantaggi dell’utilizzatore del prodotto. Maggiore è l’importanza delle attività che i servizi IoT semplificano, più alto sarà il valore percepito da parte del cliente dell’innovazione di prodotto.

“Maggiore è l’importanza delle attività che i servizi IoT semplificano, più alto sarà il valore percepito da parte del cliente dell’innovazione data dal sistema prodotto-servizio.”

Channels

Altro tema molto ampio, data la diversità delle strutture di canali che le aziende possono avere: rivenditori, distributori, manutentori, installatori; in realtà tutta la filiera dell’azienda produttrice può trarre vantaggio dall’IoT, perché l’intero ecosistema di imprese che sono legate al prodotto possono ricevere da questo dati, allarmi e notifiche. La condivisione dei dati con i propri canali è la componente fondamentale che rende l’IoT un reale vantaggio per tutta la filiera.
Il monitoraggio in tempo reale consente una reazione tempestiva, preventiva e addirittura predittiva. Il tracciamento dei dati lungo i canali di distribuzione, inoltre, consente di definire KPI (Key Performance Indicator, indice che monitora l’andamento di un processo), per la scelta dei partner che hanno migliori performance di business.

“La condivisione dei dati con i propri canali è la componente fondamentale che rende l’IoT un reale vantaggio per tutta la filiera.
Il tracciamento dei dati lungo i canali di distribuzione, inoltre, consentono di definire KPI per la scelta dei partner che hanno migliori performance di business.”

Customer Relationship

Le informazioni inviate dai prodotti industriali servono a costruire dei servizi, che corredano l’offerta dei prodotti. E offrire servizi, magari ad abbonamento ricorrente, vuol dire instaurare una relazione continuativa con il cliente. Normalmente, le aziende di prodotto hanno una relazione con il cliente che s’interrompe dopo l’acquisto del bene, che invece potrebbe continuare attraverso i servizi di supporto e manutenzione, quando non erogati da terzi.
Nel caso di un servizio digitale, come una mobile app o un applicativo desktop, il contatto tra il cliente e l’azienda è invece continuativo: l’utilizzatore dei servizi digitali avrà a che fare quotidianamente (o almeno periodicamente) con il brand dell’azienda, monitorando e analizzando i dati, oppure controllando e gestendo in remoto il prodotto attraverso il proprio device. Corredando il prodotto di servizi digitali basati sulla tecnologia IoT, web e mobile, si verrà a creare una relazione continuativa e più stretta, di fidelizzazione, perché l’azienda, agli occhi del cliente, non sarà più solo produttrice di un bene da acquistare, ma anche l’erogatrice di servizi a lungo termine che possono semplificare i processi di lavoro (vedi sopra la sezione dedicata alla Value Proposition).

“Corredando il prodotto di servizi digitali basati sulla tecnologia IoT, web e mobile, si verrà a creare una relazione continuativa e più stretta, di fidelizzazione, perché l’azienda, agli occhi del cliente, non sarà più solo produttrice di un bene da acquistare, ma anche erogatrice di servizi a lungo termine che possono semplificare i processi di lavoro.”

Revenue Streams

Innovando il prodotto con la tecnologia Internet of Things, l’azienda potrà quindi offrire nuove funzionalità e servizi digitali a corredo del prodotto smart. Il valore aggiunto acquisito dal prodotto porta l’impresa produttrice ad avere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti, e quindi non dovrà più competere sui costi, ma potrà puntare sulla differenziazione. L’unicità del prodotto smart incoraggia l’acquirente ad affrontare un maggior prezzo e i volumi di vendita aumentano (è il cosidetto “premium price”). Affiancando al prodotto i servizi digitali in abbonamento, inoltre, le aziende produttrici possono avere un nuovo flusso di entrare, che va ad aumentare il fatturato aziendale.
Le aziende di prodotti industriali possono trarre, perciò, enormi vantaggi economici dall’innovazione grazie all’IoT: possono aumentare le vendite, il valore economico dei prodotti ed avere nuove revenue stream dai servizi digitali.

“Le aziende di prodotti industriali possono trarre enormi vantaggi economici dall’innovazione grazie all’IoT. Possono aumentare le vendite, i prezzi dei prodotti ed avere nuove revenue stream dai servizi digitali.”

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Servitization: la “vera” quarta rivoluzione industriale

La scorsa settimana ho avuto il piacere di ascoltare il prof. Tim Baines nel convegno “Oltre l’Industry 4.0: nuove tecnologie, strategie service-led e cambiamento organizzativo“, organizzato dal servizio di Aggiornamento Permanente di “The European House – Ambrosetti”.

Tim Baines è il direttore del centro per la “Servitization Research and Practice” della Aston Business School, Birmingham, UK.

Il suo intervento è stato molto interessante e avvincente. Soprattutto mi ha fatto molto piacere ritrovare nelle sue parole alcuni dei nostri pensieri. Tra tutti i contenuti trattati riporto qui solo quelli che più mi hanno colpito.

 

La vera rivoluzione industriale 4.0 è fuori dalla fabbrica

La vera rivoluzione industriale 4.0 si fa fuori dalla fabbrica e non dentro.

Questa frase rappresenta una voce fuori dal coro, rispetto al mainstream che parla di industria 4.0, ma è un pensiero a cui crediamo fermamente anche noi. Un conto è applicare la tecnologia IoT dentro la fabbrica, per migliorare i processi produttivi, un altro è inserire la tecnologia IoT nei prodotti realizzati e sfruttarla per offrire servizi a valore aggiunto. In questo post (“Industria 4.0, l’IoT dentro la fabbrica. E quello nei prodotti?“) scrivevo quali differenze ci sono tra lo scenario “Industria 4.0” e lo scenario “Internet of Things”.

 

La servitization

La grande innovazione nel settore manifatturiero consiste nell’estendere l’offerta al mercato dal solo prodotto al mix prodotto + servizio (servitization), aumentando i ricavi e i profitti.

Ecco in cosa consiste veramente la quarta rivoluzione industriale, secondo il Prof. Baines. E ci sono ragioni molto profonde per poterlo credere. Una fra tutte è l’analisi dei trend economici a livello globale dei profitti nel settore manifatturiero e in quello dei servizi. La caduta dei profitti nel settore manifatturiero è inarrestabile, mentre i profitti delle società che erogano servizi continuano a crescere.

Se le aziende manifatturiere vorranno mantenere alti i profitti, o farli crescere di nuovo, dovranno quindi, necessariamente, affacciarsi al mondo dei servizi. Questa transizione può essere graduale. L’obiettivo non è sostituire completamente il vecchio modello di business basato sulla produzione, ma di aggiungere una componente di servizi, per raggiungere un nuovo equilibrio. Uno degli esempi più rappresentativi è quello di Rolls-Royce Civil Aerospace, che oggi genera ricavi per il 50% dalla vendita di prodotti e per il 50% di servizi.

Il Prof. Baines segue il tema della “servitization” nel settore manifatturiero da molti anni e ha portato diversi esempi di aziende che ha studiato e con cui ha collaborato che hanno compiuto questa transizione. Nomi importanti, come MAN e Alstom.

 

I precursori della quarta rivoluzione industriale nell’industria manifatturiera italiana

Oltre ai nomi citati dal Prof. Baines mi fa piacere parlare qui anche delle aziende che stiamo seguendo noi, a cui stiamo fornendo la componente tecnologica necessaria per fare questa grande innovazione.

Stiamo lavorando con produttori di frigoriferi industriali, forni industriali, caldaie, pompe idrauliche, stampanti industriali e vediamo in tutti questi progetti l’inizio di questo percorso. Per noi è un grande piacere e un onore poter lavorare in contesti così innovativi, a fianco di imprenditori e management illuminati e lungimiranti, a cui faccio pubblicamente i complimenti!

Noi staremo sempre al vostro fianco.

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Gestione e controllo remoto, condition monitoring, futuro dell’IoT e nuovi modelli di business per i prodotti 4.0: i temi che affronteremo alla fiera dell’automazione SPS Italia.

L’evento SPS Italia è il momento d’incontro dedicato all’automazione elettronica e alla digitalizzazione per il settore manifatturiero. Si terrà a Parma dal 23 al 25 Maggio e sarà un’occasione per incontrarci e parlare dei temi che affrontiamo quotidianamente con i nostri clienti e attraverso il nostro blog. Descriveremo i servizi innovativi creati finora grazie all’IoT e applicati ai prodotti industriali, discuteremo sul futuro delle tecnologie, le nuove frontiere dei prodotti 4.0 e i nuovi modelli di business che nascono grazie alla digitalizzazione dei servizi e dei prodotti industriali.

Saremo nel padiglione 4, allo stand 4.11, per incontrare i visitatori interessati al futuro delle applicazioni IoT per i prodotti industriali e mostreremo la tecnologia abilitante Semioty con dimostrazioni in tempo reale e applicazioni in diversi settori industriali.

www.spsitalia.it

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StarLink DVP: una macchina per il vuoto 4.0 con un sistema cloud per l’analisi e il controllo remoto

Il magazine digitale www.tecnalimentaria.it propone un articolo che descrive StartLink DVP, un dispositivo che può monitorare – grazie ai servizi IoT – le attività di una pompa per vuoto intelligente e organizzare i dati raccolti in una piattaforma web al fine di ottenere informazioni utili a più livelli.

Qui potete vedere come funziona il dispositivo, e più sotto leggere qualche approfondimento:

Gli ambiti di utilizzo delle pompe per vuoto sono molti: ambiente, trasporto pneumatico, sanità, estetica, confezionamento alimentare, packaging, macchinari per la lavorazione di plastica, vetro, ceramica, metallurgia, stampa e molto altro.

Tutti settori che possono migliorare la qualità e il controllo delle attività attraverso il monitoraggio dei parametri più significativi, quali:

. temperatura di lavoro
. pressione dell’impianto
. ore di utilizzo
. corrente assorbita
. livello dell’olio
. livello di intasamento del filtro disoleatore

Questi stessi valori possono essere condivisi e analizzati in tempo reale grazie ad una piattaforma web consultabile anche da pc, tablet o smartphone.

La tecnologia IoT, applicata fra l’altro a un modello di pompa per vuoto già esistente, porta a numerosi vantaggi concreti lato prevenzione e manutenzione:

. prevenzione di fermi-macchina
. pianificazione della manutenzione
. monitoraggio costante dei processi
. gestione di allarmi per malfunzionamento
. controllo diretto e indiretto dei costi
. risparmio su interventi urgenti e non pianificati

 

Un prodotto 4.0 per migliorare l’immagine aziendale e il posizionamento competitivo

Segnaliamo con piacere il nuovo prodotto 4.0 StarLink DVP, perché è anche un esempio di promozione di un prodotto industriale trasformato in prodotto 4.0 grazie all’IoT. Possiamo notare come, anche tramite la presentazione di prodotto sul sito web, la comunicazione punti sull’innovazione, mostrando l’immagine di un’azienda che guarda al futuro (il “look forward” presente nella pagina). Il posizionamento competitivo dell’azienda trae un sicuro vantaggio dal produrre un sistema 4.0, perché l’impresa risulta essere innovatrice mentre offre funzionalità uniche rispetto ai competitors. Proporre prodotti industriali con servizi IoT è, quindi, una scelta vincente per le aziende che vogliono emergere nei propri mercati di riferimento, per raggiungere nuovi traguardi di business e di fidelizzazione del cliente, che vedrà nel marchio un punto di riferimento nell’ambito della ricerca migliorativa di performance/prodotto.

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I gateway: cosa sono, come si programmano e quanto costano

Per entrare nel mondo dell’IoT e connettere il proprio prodotto industriale al cloud è necessario disporre di un gateway IoT. Un gateway IoT s’interfaccia direttamente con il prodotto, legge i dati logici o fisici rilevati dai sensori, li trasforma – quando necessario – e poi li invia verso il cloud. Lo scopo del gateway è quello di astrarre i prodotti presenti sul campo, permettendo un interfacciamento standardizzato tra cloud e prodotto. Ricordiamo infatti che per lo strato applicativo esiste un solo modo per descrive e comunicare con un prodotto, poi (lato hardware), ogni prodotto avrà le use interfacce, parametri e protocolli. Il gateway è invece in grado di parlare la lingua del prodotto che viene definita protocollo M2M (machine 2 machine).

In ambito industriale il protocollo M2M più diffuso è Modbus, che permette una comunicazione seriale via cavo RS485. Ogni periferica, sensore o variabile ha un proprio indirizzo, che serve per identificare i dati serializzati nel bus.

Il gateway opportunamente configurato sarà in grado di tradurre i “dati di campo” in dati che possono essere poi usati dallo strato applicativo sovrastante. Per esempio il registro P02A4DA con valore 9F6, verrà tradotto in temperature con valore 25.5 °C.

 

Esistono vari tipi di gateway

Embedded: il gateway viene incluso direttamente all’interno del prodotto, sotto forma di scheda aggiuntiva, direttamente interfacciato con la scheda di controllo presente. Questa soluzione permette di ottimizzare gli spazi della parte elettronica e ridurre i costi del gateway stesso. Per esempio un gateway di questo tipo può essere inglobato in un cronotermostato da muro.
Standalone: il gateway è incluso in un case certificato dotato di ingressi e uscite; viene connesso alla scheda o PLC del prodotto mediante cavo seriale, USB o LAN. Nel caso di macchinari industriali, come per esempio un frigorifero o un condizionatore, il gateway può essere installato al suo interno. Questa soluzione è preferibile quando è necessario soddisfare criteri di sicurezza, isolamento e robustezza.

Il gateway inoltre gestisce la sicurezza per l’accesso alla rete internet; il canale aperto tra gateway e cloud viene criptato e autenticato. In questo modo il prodotto è connesso in modo sicuro e non ci si deve preoccupare di gestire la sicurezza in quanto delegata al gateway.
Il canale aperto verso il cloud è bidirezionale, il che permette anche l’invio di comandi da remoto (es. sbrinamento) e l’update del firmware del gateway stesso e/o del prodotto connesso. I gateway più evoluti inoltre permettono di archiviare i dati letti dal prodotto, in modo da evitarne la perdita in caso di connettività temporaneamente assente. In alcuni casi l’invio di dati verso il cloud viene scaglionato in blocchi durante la giornata.

 

Come si programmano?

I gateway sono dotati di un sistema operativo, normalmente Linux, dotato delle funzionalità necessarie alla lettura e scrittura degli ingressi e uscite presenti sul gateway. In funzione del caso applicativo, poi si andrà a installare un’applicazione specifica in grado di tradurre il linguaggio macchina in linguaggio standard e interpretabile dal cloud, e viceversa. Normalmente la comunicazione tra gateway e cloud viene gestita con il protocollo MQTT o CoAP, al cui interno transitano i dati comprensibili dallo strato applicativo.

La programmazione dell’applicativo da installare sul gateway può essere fatta mediante i più comuni linguaggi di programmazione: Java, C++, Python e sfruttando la moltitudine di librerie già pronte all’uso per gestire la comunicazione e la trasformazione dei dati.

 

Quanto costano?

Il costo del gateway dipende principalmente dalle sue caratteristiche hardware: tipologia del case se presente, tipologia e numero dei connettori, potenza di calcolo e memoria interna, tipo di connettività (LAN, GPRS, BlueTooth, WIFI).

Per dare un’idea, un gateway embedded con limitati ingressi ed uscite, fattore di forma ridotto, che può essere inglobato in un cronotermostato può arrivare a costare 10,00-15,00 €.

Al contrario, un gateway standalone può partire da 60,00-70,00 € per un entry level, salire sui 200,00-300,00 € per un gateway di medie funzionalità, e arrivare fino a 600,00-1.000,00 € per un gateway specifico per applicazioni critiche. Ad esempio, per il trasporto pubblico è necessario disporre di un gateway con case isolato IP66, basso riscaldamento e connettori anti distacco.

 

Cosa riserva il futuro?

I gateway si stanno evolvendo e includono sempre più servizi, protocolli M2M supportati, funzionalità, fattore di forma sempre più compatti e prezzi più accessibili. I modelli di ultima generazione permettono di effettuare l’analisi sui dati in tempo reale nella ricerca di anomalie e nella previsione dei guasti. In questo modo viene alleggerito il carico del cloud e il gateway si limiterà ad inviare delle metriche specifiche per gestire gli allarmi riscontrati. Con il crescere della potenza di calcolo sarà possibile aggiungere nuove funzionalità atte a creare valore aggiunto al prodotto connesso.

Il mercato dei gateway, grazie all’avvento dell’IoT che ha radicalmente cambiato le esigenze di chi si occupa di prodotti industriali, negli ultimi anni è cresciuto tantissimo, e le leve di acquisto tendono sempre più verso la scelta del software e servizi. I gateway stessi stanno diventando delle commodities e grazie alla standardizzazione ne viene favorita la sostituzione, laddove possibile, con prodotti concorrenti.

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La tecnologia IoT fa anche il caffè, ma a regola d’arte, grazie alla condivisione dei dati con l’ecosistema

Foodtechconnect.com ha pubblicato un articolo su una macchina del caffé professionale davvero unica, creata dalla startup californiana Blossom. Completamente digitale e collegata online, questa macchina “4.0” permette di ricevere la ricetta della miscela direttamente dalle torrefazioni tramite un software che controlla parametri come pressione e tostatura; questi stessi parametri, insieme ovviamente alla materia prima di qualità, consentono di assaporare un caffè brasiliano lavorato a regola d’arte, secondo la ricetta originale del produttore locale.

La macchina Blossom ci ricorda la macchina per creare la cioccolata di Domori (gruppo Illy) di cui abbiamo già parlato: la condivisione e l’invio delle ricette alle macchine permette ai clienti di gustare prelibatezze che fino a ieri avrebbero potuto trovare solo sul luogo di produzione.

 

L’IoT connette il produttore, l’esercente e il consumatore

La connessione IoT si spinge oltre al semplice invio di dati di funzionamento, fino ad arrivare all’invio di dati a valore aggiunto e complessi che permettono di configurare le macchine in remoto in pochi secondi e ottenere (in questo caso preparare) prodotti con caratteristiche predefinite. E’ il trionfo della qualità, poiché grazie ad una macchina Blossom i clienti potranno bere un caffè brasiliano come lo prepara la torrefazione di origine, anche se in quel momento si trovano dall’altro capo del mondo. Ma non solo… Blossom è la dimostrazione che l’IoT lega produttore, esercente e consumatore, portando benefici ai tre attori dell’ecosistema. La relazione creata intorno al prodotto industriale trasmette valore a tutta la filiera, perché ogni ruolo trae vantaggio dalla condivisione dei dati e dal controllo dei parametri di produzione. Questo approccio è lo stesso condiviso da Semioty, che rende possibile tutto ciò grazie ad un software collaudato – e comunque personalizzabile – che configura e gestisce (come nel caso di Blossom), soluzioni IoT per l’evoluzione del business.

 

Un modello di business che supporta i produttori e aiuta gli esercenti

Un’altra caratteristica di Blossom è la capacità di controllare la quantità di caffè ancora disponibile e inviare un ordine alla torrefazione quando necessario. Il sistema supporta i produttori di caffè e aiuta anche gli esercenti, semplificando gli ordini dei materiali. E’ una funzionalità che propone anche il nostro sistema di TRM – Things Relationship Management – per i prodotti smart che utilizzano materiali consumabili, e sappiamo che gli ordini automatici sono il futuro dei processi di fornitura.

 

Macchine del caffè, del cioccolato…e poi?

I casi del caffé Blossom e del cioccolato Domori descrivono la connessione di macchine professionali per l’industria alimentare, che grazie all’IoT viene utilizzata dagli esercenti per fornire ai propri clienti bevande o alimenti secondo gli standard di qualità stabiliti del produttore originale. Queste innovazioni portano vantaggi a tutti i professionisti legati al prodotto smart e sappiamo che moltissime aziende stanno scendendo in campo con tecnologie simili. Grazie a queste innovazioni, in un futuro davvero vicino potremo gustare un tè secondo la ricetta della Casa Reale inglese, oppure un croissant come fosse appena sfornato in un bistrot di Parigi… seduti però nel bar sotto casa. L’IoT potrà ridurre le distanze fra le culture, facendoci scoprire gusti autentici e sapori locali che provengono da paesi lontani o, più semplicemente, da altre tradizioni.

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Servizi IoT e noleggio di macchinari industriali: l’incontro perfetto per un modello di business vincente

IL FUTURO E’ NEI SERVIZI

Nei post precedenti abbiamo parlato di aziende che propongono prodotti industriali e di come cambierà il loro business model nei prossimi anni grazie alle tecnologie IoT. Abbiamo condiviso la stima del World Economic Forum, secondo la quale nel breve periodo si passerà dall’acquisto dei prodotti al “pay-per-use”, con la nascita di nuovi prodotti e servizi (come descritto nella figura The adoption and impact path of the Industrial Internet del nostro articolo “5 opportunità per il futuro dei prodotti industriali che nascono dall’IoT”). Si passerà, quindi, dalla vendita di prodotti all’offerta di servizi – la cosiddetta “servitizzazione” – che potranno essere garantiti grazie al monitoraggio, controllo e analisi in remoto dei dati provenienti dai macchinari 4.0.

 

IL FUTURO E’ GIA’ PRESENTE

Già oggi esistono imprese che invece di prodotti industriali offrono servizi: sono le aziende che noleggiano macchinari. In un certo senso, queste aziende sono avvantaggiate, perché il loro modello di business si basa sul pagamento per l’utilizzo del macchinario e, rispetto alle aziende di vendita, non deve subire il “cambiamento” da prodotto a servizio. La loro offerta comprende tutti i servizi accessori, che nel caso della vendita sono a carico dell’acquirente, come l’assicurazione o la manutenzione.

I costi contenuti e l’affidabilità delle tecnologie rendono oggi accessibili le soluzioni IoT per le aziende di noleggio. Soluzioni IoT già pronte, come Semioty, permettono di ridurre a zero il Time-to-Market e avere servizi dedicati dopo solo poche settimane dall’avvio dei lavori, per poter subito testare sul mercato i ritorni che possono creare queste innovazioni.

La tecnologia IoT, infatti, può avere una triplice funzionalità per le aziende di noleggio e il loro clienti:

. abbatte il rischio legato all’utilizzo non autorizzato
. consente all’azienda di segmentare l’offerta, raggiungendo così nuovi obiettivi di business
. permette al cliente di controllare la conformità di utilizzo secondo i parametri contrattuali del servizio.

 

LA TECNOLOGIA INTERNET OF THINGS ABBATTE IL RISCHIO E I COSTI DI NOLEGGIO

Oggi le aziende di noleggio macchinari si assumono il rischio legato a utilizzi impropri dei prodotti, con conseguenti danneggiamenti o malfunzionamenti dei macchinari stessi al ritorno dal periodo di noleggio. Possono quindi nascere controversie sui termini della garanzia e le aziende sono esposte a conseguenti costi; il rischio incide sul prezzo di noleggio, perché le aziende includono nel costo per il cliente anche previsioni di possibili utilizzi impropri.

La tecnologia IoT viene incontro alle aziende di noleggio, dando la possibilità di monitorare l’uso che il cliente fa del macchinario industriale e verificando eventuali utilizzi che non siano coperti dalla garanzia e dai termini dell’accordo. Il controllo permette la diminuzione di controversie, e quindi di rischio, fattori che possono incidere sul prezzo offerto ai clienti. Questo sistema virtuoso fa sì che l’azienda venga tutelata e che il cliente possa avere prodotti 4.0 a noleggio ad un costo inferiore rispetto ai prodotti industriali tradizionali.

 

I SERVIZI IOT PER SEGMENTARE ED OTTIMIZZARE L’OFFERTA

Oggi le aziende offrono il noleggio su base temporale, dal minimo di un giorno al massimo di 60 mesi (in alcuni casi anche oltre). Il prezzo del noleggio include i costi di usura dei componenti e non è legato al reale utilizzo: un cliente potrebbe utilizzare il macchinario per una sola ora in un giorno, ma pagare per l’intera giornata.

Adottando le tecnologie Internet of Things, il prodotto 4.0 può inviare i dati reali di utilizzo, come la durata effettiva e lo stato di consumo/usura dei componenti del macchinario.

Con questi dati, le aziende di noleggio possono creare offerte diversificate e livelli di servizio basati su dati reali e dettagliati, che sono più aderenti alle necessità dei clienti. I clienti (o i possibili clienti che oggi non scelgono il noleggio), sono così più stimolati ad acquistare il servizio, potendo scegliere l’offerta adeguata all’utilizzo effettivo che intendono fare del prodotto industriale.

 

OTTIMIZZARE L’OFFERTA: IL CASO DEI RASAERBA A DIVERSI LIVELLI DI SERVIZIO

Un caso esemplificativo può essere il noleggio di macchinari per il giardinaggio da parte di professionisti del settore. Un trattorino rasaerba, ad esempio, è noleggiato su base giornaliera, senza il controllo del suo reale utilizzo; alcuni componenti, come le lame, si consumano diversamente a seconda dello stato del tappeto erboso.

Adottando la tecnologia IoT, l’azienda di noleggio riceve dal rasaerba 4.0 i dati sull’effettivo tempo di utilizzo e sul consumo delle lame, verificando che il macchinario sia stato utilizzato nei termini di servizio e garanzia.

Potendo verificare che il reale utilizzo del prodotto sia effettuato nei termini contrattuali, l’azienda di noleggio crea così diversi livelli di servizio. Il rasaerba, ad esempio, può essere noleggiato in tre diverse modalità, che ipotizziamo…

  • Easy (4 ore di utilizzo e minimo consumo delle lame) – per piccoli giardini in buono stato di manutenzione
  • Medium (6 ore di utilizzo e consumo standard delle lame) – per giardini di grandezza standard in condizione discreta di manutenzione
  • Heavy (8 ore di utilizzo e consumo intensivo della lame) – per giardini ampi in pessimo stato di manutenzione

L’azienda di noleggio può così segmentare la sua offerta, creando tre livelli di prezzo, incontrando le necessità di più professionisti di quelli che attualmente fornisce, ampliando il numero dei clienti e aumentando il fatturato.

 

LE APPLICAZIONI IOT AIUTANO I CLIENTI NEL RISPETTARE I TERMINI DEL LIVELLO DI SERVIZIO

Anche i clienti possono usufruire dei dati provenienti dai prodotti 4.0 a noleggio. Grazie al controllo in tempo reale, tramite applicazioni web e mobile, possono verificare che l’utilizzo del macchinario sia conforme ai termini del livello di servizio che hanno scelto. La visibilità e la trasparenza dei dati condivisi tra azienda e utente semplifica la gestione delle relazioni basate sui termini del noleggio, descritti nel contratto e verificabili tramite i dati forniti dal prodotto industriale.

 

NOLEGGIO E IOT: QUANDO SARANNO DISPONIBILI QUESTI SERVIZI?

Il modello di business del noleggio non è una novità e la tecnologia IoT oggi è disponibile e a basso costo. I servizi digitali esistono e sono personalizzabili al fine di creare nuove soluzioni. Apparentemente ci sono tutti i presupposti… quindi, cosa manca?

La diffusione di soluzioni IoT è solo all’inizio: si parla delle possibilità che questa innovazione porta ai mercati, alle filiere, le aziende e i professionisti, ma ancora pochi addetti al settore trattano con continuità questo argomento.

Gli imprenditori che possono trarre vantaggio da queste tecnologie si stanno avvicinando alla tematica ma ci vorranno anni prima che i benefici dell’IoT siano conosciuti e adottati da aziende e imprenditori.

Ci sono già imprese first-mover, pionieri di mercato, che stanno traendo vantaggio dall’essere i primi nei loro settori ad utilizzare ed offrire servizi digitali innovativi, e a meno che tutti gli altri non vogliano essere dei follower, e sarebbe comunque auspicabile, vedremo a breve servizi IoT anche nell’ambito del noleggio dei prodotti industriali..

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Internet of Things e Vantaggio Competitivo: l’esempio del settore HVAC

Abbiamo visto in precedenza come, secondo Michael Porter, l’IoT sta trasformando la competizione delle aziende.

Anche questa volta prendiamo spunto dall’articolo del guru del marketing per parlare di come la tecnologia Internet of Things possa essere una leva che porta vantaggio competitivo, con un esempio pratico nel mercato HVAC (Heating, Ventilating and Air Conditioning, ovvero riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria).

 

Cos’è il vantaggio competitivo e come l’IoT può supportarlo?

Michael Porter descrive come il vantaggio competitivo di un’azienda si fondi sulla differenziazione dei prodotti o su un vantaggio di costo rispetto alla concorrenza, oppure su entrambi i fattori.

Il vantaggio di costo è possibile grazie all’efficienza operativa delle attività che fanno parte della “catena del valore” (fig.1) cioè l’insieme dei processi in azienda che creano il valore del prodotto: più alta è l’efficienza, minori saranno gli sprechi e maggiori i margini. Questo è lo scenario dell’industria 4.0, dove l’IoT viene utilizzata per l’automazione, l’analisi e il controllo all’interno delle aziende, al fine di ottimizzare i processi e risparmiare sui costi di produzione.
Il vantaggio dato dalla differenziazione si fonda, invece, sull’unicità del prodotto/servizio offerto, che fa emergere le aziende rispetto alla concorrenza ed ha un valore incomparabile per il cliente finale. Questo è lo scenario della tecnologia Internet of Things applicata ai prodotti industriali, al di fuori della linea produttiva delle aziende, che rende possibile creare nuovi servizi basati sui dati, le analisi e il controllo in tempo reale dei prodotti 4.0.



L’IoT applicata ai prodotti industriali, inoltre, supporta quelle attività aziendali che creano il valore del prodotto e servono al raggiungimento/mantenimento del vantaggio competitivo.
Si può creare un sistema di continuo miglioramento del prodotto industriale: la raccolta e l’analisi dati di utilizzo da parte dei clienti del prodotto 4.0, così come dei servizi digitali connessi rilevati sul campo, sono un patrimonio inestimabile e inesauribile che può essere utilizzato per continua ricerca e sviluppo di funzionalità e caratteristiche del prodotto e dei servizi.
I dati provenienti dai prodotti industriali possono essere condivisi con l’ecosistema di aziende (installatori, manutentori, rivenditori…) per ottimizzare l’efficienza dei servizi che queste aziende forniscono e per rafforzare i legami con le imprese che offrono prodotti/servizi complementari.
Il marketing, inoltre, può utilizzare i dati di utilizzo per capire quali caratteristiche del prodotto creino valore reale per i clienti, puntando proprio su quei fattori per la comunicazione e la promozione, migliorando la customer relationship e creando un rapporto di fidelizzazione di lungo periodo.

 

Nel settore HVAC il vantaggio competitivo è fatto di efficienza e comfort. Il caso Daikin.

Il settore HVAC è stato uno dei primi ad intuire i vantaggi delle tecnologie IoT. In ambito industriale, possiamo fare l’esempio dell’azienda Daikin che ha sviluppato un sistema di monitoraggio, analisi e controllo dei condizionatori industriali presenti in aziende e uffici.
Il servizio si distingue per la possibilità di monitorare in ogni momento le performance (e quindi l’efficienza) dei condizionatori, controllando lo stato di ogni componente delle macchine. La garanzia di efficienza ha come obiettivo il comfort per le persone che si trovano negli edifici, grazie anche ad un indice di comfort presente nella dashboard. L’azienda giapponese ha un occhio di riguardo verso gli utilizzatori finali, perché sa che, se soddisfatti, saranno i primi a promuovere “la marca”.
Adottare le tecnologie Internet of Things può realmente aiutare le aziende nella competizione?

Come definito da Porter, l’innovazione aiuta le aziende a ottenere performance migliori (come per i prodotti industriali che diventano 4.0); per distinguersi dai concorrenti bisogna offrire qualcosa di unico, un contenuto nuovo che grazie ai servizi IoT può essere individuato con investimenti affrontabili anche dalle PMI. Migliori performance di prodotto e unicità dei servizi garantiscono un ritorno sull’investimento in tecnologia, misurabile attraverso le vendite, la soddisfazione dei clienti e la loro fidelizzazione. Non a caso Daikin ha voluto essere tra le prime a proporre sistemi IoT, riconoscendo un reale vantaggio per l’azienda nell’innovare i propri prodotti che diventano, di fatto, condizionatori industriali 4.0.

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L’IoT aiuta la ricerca e il mantenimento dell’eccellenza della qualità nel settore alimentare. Il Caso Illy.

Dopo il caffè, Illy progetta la difesa del cacao nobile

EconomyUp pubblica un’intervista a Riccardo Illy, presidente dell’omonimo gruppo industriale, conosciuto in tutto il mondo per la produzione di caffè di alta qualità.

Si parla del caso Domori, impresa del gruppo che produce e vende cioccolato finissimo; si descrive come, ispirandosi alla diffusione del fenomeno microbrewery (la piccola produzione di birra), si sia voluta ricreare nel punto vendita l’esperienza della microchocolaterie, ovvero la possibilità di partire dalla granella pura per ottenere una tavoletta di cioccolato prodotta al momento dal pasticcere stesso, ma con una nuova ricetta originale.

 

Dalla microbrewery alla microchocolaterie: nell’esperienza dell’acquisto conta la personalizzazione

Nel concetto rivoluzionario di acquisto personalizzato e dedicato, l’IoT riveste un ruolo fondamentale;

come spiega Illy, grazie a questa tecnologia è possibile dotare ogni macchina collocata nel Punto Vendita di “un chip che ci permette di conoscere tutti i parametri di funzionamento ovunque sia installata nel mondo per organizzare preventivamente la manutenzione ma anche per valutare se viene utilizzata in maniera corretta.” Ogni macchina industriale produttrice può così trasformare sul posto le fave di cacao, operando secondo parametri di qualità condivisi e controllati.

 

La tecnologia Internet of Things rende replicabile l’eccellenza mentre alza continuamente il livello di qualità globale

L’intervento di Riccardo Illy sottolinea come l’IoT aiuti le aziende del settore alimentare a raggiungere e mantenere l’eccellenza della qualità nei prodotti. La raccolta, l’archiviazione, l’analisi dei parametri di funzionamento e del comportamento di utilizzo, permettono alle aziende di conoscere i gusti e le scelte dei consumatori, tracciando il livello di apprezzamento delle nuove ricette proposte.

Come nel caso Domori, la ricerca del cioccolato perfetto nella sua declinazione più apprezzata, è resa possibile e anche più semplice proprio grazie all’IoT. Una volta definiti gli standard di qualità per i valori del prodotto “cioccolato” (in questo caso sapore, profumo e consistenza), grazie all’IoT il controllo è costante, uniforme per tutti i dispositivi, allineato alle esigenze che il consumatore finale detta – praticamente – in tempo reale.

 

E una volta “standardizzata” la qualità del prodotto, trasmesso il corretto valore percepito, fidelizzato il consumatore, anche il rapporto qualità-prezzo ne uscirà vincente: il puro costo del prodotto/servizio offerto non sarà più il solo fattore determinante nella scelta all’acquisto, perché vincerà l’unicità della customer experience, con la possibilità di replicare globalmente lo stesso percorso, senza flessioni in tutta la classica filiera “dal produttore al consumatore”.

E, non appena un pasticciere inventerà una nuova fragranza di successo, con un semplice click la stessa ricetta potrà essere prodotta a migliaia di chilometri di distanza e valutata direttamente in un nuovo mercato. Insomma, si può davvero parlare di cioccolato 4.0!

 

L’IoT componente fondamentale dell’esperienza all’acquisto

Concludendo, la tecnologia Internet of Things applicata ai prodotti industriali nel settore alimentare è, oggi più che mai, il punto di incontro tra la qualità artigianale e la replicabilità industriale. Le aziende di produzione alimentare possono utilizzare questi strumenti per la ricerca dell’eccellenza e il mantenimento dei più alti standard qualitativi, con la sicurezza di avere lo stesso prodotto, con le stesse qualità superiori, ovunque e in qualsiasi momento. E’ una possibilità – reale e importante – per tutte le aziende che contribuiscono ogni giorno alla creazione dell’eccellenza Made in Italy.

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Quali servizi digitali si possono aggiungere ai prodotti dell’industria manifatturiera italiana? Ne parliamo al MECSPE 2017

Parma, dal 23 al 25 marzo. Al MECSPE, fiera di riferimento per l’industria manifatturiera italiana e l’industria 4.0, parleremo delle possibilità che la tecnologia IoT offre ai produttori, dei servizi digitali che sono stati sviluppati fino ad oggi grazie alla tecnologia e delle possibili idee che possono innovare i prodotti industriali, stupendo la clientela con soluzioni che prima dell’avvento dell’IoT non erano neanche immaginabili.
Saremo allo stand H23 del padiglione 5 (dedicato alla Fabbrica Digitale) e mostreremo esempi pratici di applicazione della tecnologia IoT a prodotti industriali, ripercorrendo i business case di utilizzo di Semioty (per prodotti come forni, frigoriferi, stampanti e caldaie industriali), per raccontare i risultati che hanno raggiunto le aziende che hanno voluto innovare.

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Il Sole24 Ore: il TRM porta valore all’utente finale

Lunedì 19 dicembre – Il Sole 24 Ore è nelle edicole di Milano e provincia con un allegato intitolato “IoT & Smart Solutions”, dedicato agli argomenti della rivoluzione tecnologica in corso: la tecnologia Internet of Things, Industry 4.0, Smart Solutions e Big Data.
All’interno della sezione “La rivoluzione annunciata dell’Internet of Things” un articolo firmato da Riccardo Florio è dedicato al sistema di Things Relationship Management di Semioty. L’articolo descrive come, grazie al TRM, i vantaggi dell’IoT non rimangano confinati nel reparto produttivo delle aziende, per ottimizzare i processi e migliorare le attività, ma il valore arriva fino all’utente finale grazie alla diffusione degli oggetti smart e alla loro interazione con l’ambiente e le persone.

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Industria 4.0, l’IoT dentro la fabbrica. E quello nei prodotti?

Il tema Industria 4.0 è sempre più discusso, soprattutto dopo la pubblicazione del piano nazionale industria 4.0 da parte del Ministro Calenda.

C’è naturalmente un grande interesse da parte delle aziende manifatturiere a questo tema, e a tutte le tecnologie abilitanti, tra cui anche l’IoT. L’interesse è dovuto ai grandi vantaggi economici che vengono prospettati per le aziende manifatturiere che adotteranno queste tecnologie ed entreranno così nella quarta rivoluzione industriale.

Quando si affronta questo tema, a mio avviso, occorre fin da subito fare una distinzione, che purtroppo non vedo quasi mai: le nuove tecnologie vengono usate per migliorare i processi produttivi oppure per migliorare il prodotto creato?

Industria 4.0 vs Internet of Things

A mio avviso è più corretto marcare come “Industria 4.0” i temi e le tecnologie legate al processo produttivo, mentre possiamo marcare come “Internet of Things” i temi e le tecnologie legate ai prodotti creati.

Industria 4.0 vs Internet of Things

L’Industria 4.0 è rivolta ai processi produttivi mentre l’Internet of Things è rivolta ai prodotti creati.

L’impatto dell’Industria 4.0 e dell’internet of things sul business model

Non è una distinzione di poco conto, poiché impatta due punti diametralmente opposti del business model di un’azienda manifatturiera. Riprendendo il famoso modello del business model canvas (credit: http://www.businessmodelcanvas.it) e applicandolo a questo caso possiamo facilmente dire che:

  • l’Industria 4.0 impatta sulla parte sinistra del modello, dove troviamo le attività svolte, le risorse utilizzate, i costi
  • l’Internet of Things impatta sulla parte destra del modello, dove troviamo la value proposition, la relazione con i clienti, i canali di distribuzione, i ricavi
Business Model Canvas dell'Industria 4.0 e dell'Internet of Things

L’Industria 4.0 impatta la parte sinistra del Business Model Canvas, legata alla produzione e ai costi, l’Internet of Things impatta la parte destra, legata ai clienti, alla value proposition e ai ricavi.

Cambiano quindi anche i decisori del cambiamento. Nel primo caso sono coinvolti i responsabili di produzione, delle operations, ecc. nel secondo caso invece sono coinvolti i responsabili del marketing, del product management, del customer service, ecc.

E’ bene quindi che le aziende manifatturiere chiariscano fin da subito su quale dei due ambiti lavorare (anche entrambi, ma affrontati diversamente) per coinvolgere le persone giuste e misurare correttamente il ROI dell’investimento.